lunedì 21 novembre 2011

Sergio Siracusa, geniale ricercatore


Sergio Siracusa
Non so se avete mai sentito parlare di questo ragazzo, io sono arrivato a sua conoscenza solo qualche mesetto fà quando ho visto un articolo su di lui su internet... A quanto si puo vedere dalle tesi che espone, sembra abbia raggiunto un grado molto elevato di consapevolezza per quanto riguarda la natura delle cose e la realtà stessa in cui viviamo. Infatti questo ricercatore indipendente sembra essere arrivato alla conclusione che esiste un certo ordine naturale delle cose di cui la Natura è fautrice, in opposizione ad un ordine artificiale, cioè quello creato da noi (gli uomini..)... E'assurda l'esattezza di quanto afferma, e come ha affermato lui stesso, "Coniugando la ragione con l'intuizione" si arriva senz'altro alla VERITA'. Mette insieme filosofia pura, scienza matematica, psicologia... Analizza tutto in maniera scrupolosissima e a quanto ho letto afferma che gli unici valori che persegue sono la disillusione, il realismo radicale e il disincanto...

Io consiglio VIVAMENTE a tutti di leggere alcuni suoi articoli presenti sul suo sito reperibile QUI, e sopratutto leggere il saggio che a quanto pare sta scrivendo già da qualche mese che ancora credo non sia reperibile... Inoltre presto cercherò di contattarlo per qualche informazione in più faccia a faccia, poichè credo sinceramente che questo individuo abbia qualcosa di veramente particolare e senza mezzi termini geniale... personalmente ho letto varie cose su di lui e le sue attività e dire che sono rimasto estereffatto è dir poco davvero.....

Guardate un pò qui.....




Se volete sapere qualcosa in più vi lascio alcuni links:

SITO WEB
PROFILO FACEBOOK
YOUTUBE
EMAIL: serjustice@hotmail.it
Quasi per gioco, sei anni fa, due ricercatori russi, Kostya Novoselov (36 anni) e Andre Geim (51 anni), usando un normale nastro adesivo e un blocco di grafite (la stessa che sta al centro delle matite, carbonio puro), riuscirono a isolare il foglio più sottile del mondo: spesso quanto un solo atomo (di carbonio, naturalmente). Così impalpabile ed essenziale che viene considerato un materiale bidimensionale. Si chiama grafene.

Nessuno c'era riuscito prima. Non solo: molti credevano impossibile che un materiale così cristallino e sottile potesse essere stabile a temperatura ambiente. Il "gioco" dei due amici è stato premiato ieri con il Nobel per la fisica, un record per una ricerca così recente (pubblicata su «Science» nell'ottobre 2004) e per l'età di Novoselov: è il più giovane ricercatore ad avere preso il riconoscimento per la fisica dal 1973.

Meno facile, una volta "incollato" il sottilissimo strato di carbonio allo scotch, è stato capire che veramente si trattava di un unico strato di carbonio. Ma i due, oggi professori dell'università di Manchester, ci sono riusciti, lo hanno caratterizzato elettricamente mostrando che aveva le proprietà previste a tavolino. Oltre a essere una miniera di informazioni per la ricerca di base (ha eccezionali proprietà quantistiche), il grafene ha anche moltissime applicazioni pratiche: è il più forte materiale mai creato, 100 volte più dell'acciaio. Se si facesse un'amaca di un metro quadrato (fino a oggi sono riusciti a produrre fogli di 70 cm), sarebbe spessa quanto un atomo ma potrebbe reggere un gatto.
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Come conduttore di elettricità funziona bene come il rame, e come conduttore di calore è eccezionale: il migliore. Inoltre è quasi trasparente, ma è così denso che nemmeno l'elio, il più piccolo gas atomico, può attraversarlo. Poiché è praticamente trasparente ma conduce elettricità, potrebbe essere usato per schermi tattili, o pannelli solari. Se inserito, nella plastica permetterebbe di fare materiali leggeri e sottili ma resistenti agli urti e alle alte temperature da usarsi nei satelliti, negli aerei o nelle auto. Inoltre «è già servito per creare transistor molto veloci: 300GHz, ma probabilmente si potranno raggiungere i teraherz», hanno detto gli esperti del comitato dei Nobel.

I computer allora diventeranno molto più veloci e consumeranno meno energia. Potrebbe anche essere impiegato per sequenziare il Dna o per costruire sensori sensibili anche ai più bassi livelli di inquinamento: la sua struttura perfettamente regolare e omogenea permetterebbe di individuare anche una singola molecola che vi aderisse. «Siamo all'inizio di un nuovo paradigma – ha detto Geim – è difficile capire cosa potremo fare con questo materiale. Immaginatevi 100 anni fa quando trovarono le fantastiche proprietà dei polimeri: nessuno sapeva cosa farci. Vent'anni dopo iniziò a diffondersi la plastica. Penso che il grafene ci potrebbe cambiare la nostra vita come fece la plastica».

In Italia sono in molti a lavorare su questo materiale, per esempio il Laboratorio europeo per la spettroscopia non lineare (Lens) di Firenze e il laboratorio Nest (National Enterprise for nanoScience and nanoTechnology) nato da Scuola Normale di Pisa e Istituto di Nanoscienze del Cnr. L'Istituto di microelettronica del Cnr a Catania e Bologna studia le applicazioni ambientali, per esempio i sensori, mentre a Trento l'Istituto per l'Officina dei Materiali (Iom-Cnr) indaga l'impiego nella diagnostica.
 
 http://universoolografico.forumfree.it/?t=56028548#it

Scimpanzé vs Uomini

La vulgata comune ha sempre concesso un primato all’elefante, in quanto a memoria. Ma che l’uomo potesse essere battuto anche dallo scimpanzé non se l’aspettavano neanche gli studiosi che hanno messo i “parenti” a quattro e due zampe di fronte allo stesso esercizio. «Non lo avrei mai immaginato», commenta il professor Tetsuto Matsuzawa, co-autore dell’esperimento i cui risultati verranno pubblicati domani dalla rivista “Current Biology”. Matsuzawa ha sottoposto tre giovani scimpanzé (5 anni di età) al test: uno schermo con 9 cifre, corrispondenti ad altrettanti tasti da premere per ristabilire la sequenza mostrata loro brevemente. L’animale vincitore della selezione, Ayumu, ha poi sfidato 9 volontari, uomini e adulti.

Lo scimpanzé li ha battuti tutti. Stessa percentuale nel ricordare i numeri se la durata del colpo d’occhio è di 7 decimi di secondo, ma dimezzando il tempo Ayumu è capace di ri-digitare esattamente l’80% delle sequenze, mentre gli uomini scendono al 40. Anche se sottoposti ad allenamento specifico, come gli autori della ricerca hanno fatto per alcuni di loro Una performance «stupefacente», ha commentato la scienzata Elizabeth Fischer che non ha partecipato allo studio ma ha avuto modo di visionare la registrazione dei test. La superiorità dello scimpanzé è dovuta a due fattori, secondo Matzusawa: l’uomo ha sacrificato buona parte della memoria visiva per sviluppare l’area del cervello dedicata al linguaggio, e Ayumu era notevolmente più giovane dei suoi concorrenti. La sfida verrà ripetuta con dei bambini, saranno loro a dover riscattare l’onore della razza umana.


http://universoolografico.forumfree.it/?t=50045031#it

Internet sta sviluppando una coscienza?

In termini ingegneristici, non sembra difficile scorgere similarità fra la complessità del cervello umano e il vasto network di nodi e connessioni che è internet: entrambi i sistemi sono in grado di mantenere, elaborare, richiamare e trasmettere informazioni. Ma è possibile che un giorno la rete diventi anche "cosciente"? Ne discute Michael Brooks sull'ultimo numero del New Scientist (Brooks M, Unknown internet: Could the net become self-aware?, NewSci, 2009).

"In effetti internet si comporta come se avesse una mente, anzi potrebbe avere già sviluppato un certo grado di coscienza" ha confessato Ben Goertzel, direttore dell'Artificial General Intelligence Research Institute (AGIRI), al New Scientist. "Certo internet non avrà lo stesso tipo di coscienza degli esseri umani", precisa Brooks poco di seguito.

Bisogna però capirsi su che cosa si intende con il termine "coscienza"... Per Francis Heylighen, che studia intelligenza artificiale alla Libera Università di Brussels (VUB), la coscienza non sarebbe che un "sistema di meccanismi per rendere più efficiente l'elaborazione di informazioni, cioè più una questione di regolazione fine che di salto qualitativo a un livello totalmente diverso", dunque internet potrebbe benissimo trasformarsi in una "rete autocosciente tendente al continuo miglioramento delle proprie conoscenze e abilità". Goertzel auspica addirittura un intervento umano "per aiutare la rete a svegliarsi, perché le prospettive per l'umanità sarebbero migliori con una mente di internet emergente, coerente e propositiva".

Ma quando questo potrà accadere? Secondo Heylighen "tutto dipende dai fashion trends... se l'impegno profuso nello sviluppo dei social network venisse orientato allo sviluppo della coscienza di internet, ciò potrebbe accadere in meno di 10 anni".

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fonte primaria: brainfactor.it

scie cimiche... articolo interssante


Il Ministero federale dell’Istruzione e della Ricerca fornisce dal 10/10/2011 informazioni sull’ Ingegneria Climatica . Qui l’ immagine grafica in formato PDF , qui invece un rapporto sull’ingegneria climatica (scie chimiche incluse!) sulla pagina WEB del BMBF: Ministero Federale dell’Istruzione e della Ricerca: Sondierungsstudien Climate Engineering .

Con ogni probabilità le ragioni di quello che vediamo tutti i giorni nei nostri cieli sono “altre” rispetto a quanto riporta lo schema (la stessa NASA nega validità alla teoria del riscaldamento globale di origine antropica e così il premio Nobel per la fisica Ivar Giaever ) tuttavia quanto pubblicato ci sembra sufficente a smentire tutti quanti danno queste tematiche come fole di poveri psicopatici, rispondendo al contempo alla notoria obiezione “ma costerebbe troppo…”.

(vedi anche: Big names behind US push for geoengineering -A coalition representing the most powerful academic, military, scientific and corporate interests has set its sights on vast potential profits )


Fonte: http://quintoelementomusical.wordpress.com


Geoingegneria: la Germania in prima linea


In Germania, evidentemente apripista nel campo in oggetto, il Ministero dell’istruzione e della ricerca “informa” i cittadini sulla cosiddetta Geoingegneria, presentando come programma quanto è da decenni una triste realtà. L’immagine, oltre ai testi, sul sito del dicastero è eloquente: sono riprodotti i soliti apparati che dovrebbero favorire il raffreddamento del pianeta. E’ ovvio: l’ente inganna su tutta la linea. Il global warming dovuto al biossido carbonio è una colossale montatura e le istituzioni non intendono preservare la Terra da cambiamenti climatici dannosi, ma devastarla. Anzi i militari hanno già quasi portato a termine la loro diabolica missione di morte.
small%2Bgeoengineering


Come si può intuire il CO2 è il “nemico pubblico numero uno” chiamato in causa nelle didascalie: per riverberare una parte della radiazione solare e ridurre l’impatto dei gas serra, si propone di impiantare alberi sintetici, di impiegare navi che diffondano solfato di ferro in modo da fertilizzare gli oceani e favorire la proliferazione delle alghe (sic). Si suggerisce di installare specchi atti a riflettere la luce del Sole, di creare nuvole artificiali. Non manca infine l’immagine di un bell’aviogetto chimico, mentre genera la sua bella scia di veleni… Si noti che non si tratta dei piccoli velivoli adoperati per il cloud seeding, ma di un aereo molto simile a quelli notoriamente impegnati nel disperdere le famigerate scie chimiche! Insomma il solito atroce scenario dipinto dai governi come la risoluzione dei problemi climatici che in modo deliberato i governi stessi creano per lucrare, per crearsi un pretesto in modo da avvelenare ed uccidere, mostrandosi con somma improntitudine come benefattori.

Quanto pubblicato sul sito del Ministero tedesco dimostra quello che tempo fa preconizzammo, ossia le chemtrails, prima o dopo, sarebbero state obliquamente ammesse e spacciate come un mezzo per diminuire il riscaldamento globale.


Fonte: www.tankerenemy.com

La rete capitalistica

L’esperto di macroeconomia John Driffill dell’University of London, sostiene che il valore di questa ricerca non sia tanto quello di mostrare come un piccolo gruppo di persone controlli l’economia del mondo, ma consista nelle indicazioni che fornisce sulla stabilità economica.
La squadra di Zurigo afferma che la concentrazione del potere non è in se nè buona nè cattiva, mentre le interconnessioni del nucleo centrale lo possono essere. Nel 2008 il mondo ha imparato che tali reti sono instabili. «Se un’azienda è in difficoltà», ha detto Glattfelder, «la difficoltà si propaga».
«È sconcertante vedere quanto nella realtà le cose siano connesse», così concorda George Sugihara  della Scripps Institution of Oceanography in La Jolla, California – un esperto di sistemi complessi che è consulente della Deutsche Bank.
Yaneer Bar-Yam, capo del New England Complex Systems Institute (NECSI) mette in guardia che nell’analisi si presume che proprietà equivalga a controllo, cosa che non è sempre vera. La maggior parte dei titoli azionari sono nelle mani di gestori di fondi che possono o meno controllare le aziende delle quali detengono in parte la proprietà. Come questo influisca sul comportamento del sistema richiede ulteriori analisi.
Aspetto cruciale è che grazie all’identificazione dell’architettura del potere economico globale, questa analisi può aiutare a renderlo ancora più stabile. Identificando i punti vulnerabili del sistema, gli economisti potranno suggerire misure per prevenire che futuri crolli si diffondano per tutto il sistema economico.
Glattfelder afferma che per limitare le eccessive interconnessioni fra TNC, si potrebbe avere bisogno di regole anti-trust globali, mentre ora ne esistono solo a livello nazionale. Bar-Yam sostiene che l’analisi suggerisca una possibile soluzione: per contenere il rischio, le imprese dovrebbero essere tassate per eccesso di interconnessioni.
Una cosa però sembra non coincidere con alcune delle affermazioni dei contestatori: questa entità superiore non sembra essere il risultato di una deliberata cospirazione per governare il mondo. Dice Sugihara: «In natura, simili strutture sono comuni».
In qualsiasi sistema, i nuovi entrati si connettono preferibilmente ad elementi già altamente interconnessi. Le TNC comprano azioni fra di loro per motivi di affari, non per dominare il mondo. Se l’interconnessione determina dei gruppi, così avviene per la ricchezza, dice Dan Braha del NECSI: «In modelli analoghi, il denaro fluisce verso i membri con maggiori connessioni».

http://coriintempesta.altervista.org/blog/la-scienza-scopre-la-rete-capitalista-che-controlla-leconomia-globale/

giovedì 17 novembre 2011

Benvenuti!

Benvenuti su Consapevolezza 360! Io sono Samuele e in questo mio blog voglio guidare sia me che voi in un difficile ma necessario viaggio verso ciò che è la "Consapevolezza".
La Consapevolezza è qualcosa di magico, difficilmente raggiungibile dalla maggior parte della gente sopratutto in questi nostri ultimi tempi.... Bene, detto questo, in questo blog pubblicherò tantissimi articoli tutti atti alla comprensione di ciò che è la realtà! A presto!!